8 marzo 2010

Brillantini: è arrivato il momento di dar voce al rispetto delle donne

pubblicato in Interventi |

Bianca Maria BrillantiniREGIONE – Ban Ki-Moon in un messaggio rivolto alle donne disse: “investire sulle donne non è solo la cosa giusta da fare, è la cosa intelligente”…”convinto che, nelle donne, il mondo abbia a disposizione il potenziale più significativo e tuttavia più largamente inutilizzato per lo sviluppo e la pace”… Sono le donne, secondo la responsabile del coordinamento comunale Azzurro Donna di Forza Italia (PdL), Bianca Maria Brillantini, a subire le conseguenze più severe di povertà, analfabetismo, guerre e ad essere le vittime dei più odiosi abusi dei diritti umani e fino a quando i diritti delle donne non saranno riconosciuti dalle istituzioni come centrali per il perseguimento di programmi di sviluppo sostenibili ed efficaci, non ci saranno passi avanti significativi nella lotta contro queste discriminazioni. Un passo importante in tal senso sul nostro territorio il varo della Legge Regionale n. 32 dell’11 novembre 2008 a sostegno delle donne vittime della violenza di genere, con l’istituzione dei centri antiviolenza, un forum permanente di discussione e tante altre iniziative volte ad abbattere quel muro di silenzio e paura di cui la violenza si nutre giorno dopo giorno. Nelle Marche il 34,4% delle donne ha subito violenza ed il 16,4% è vittima di violenza domestica, il 90% non denuncia i soprusi subiti. Sono dati preoccupanti che abbiamo il dovere di combattere con ogni mezzo e primo fra tutti quello della cultura e dell’informazione, perché ogni donna possa sentirsi ascoltata, capita e difesa, ma soprattutto non più sola. Bisogna intervenire psicologicamente per il recupero della propria stima, ma anche economicamente garantendo quella indipendenza dal proprio carnefice che spesso imprigiona nell’omertà per il timore di rimanere senza i fondi necessari per poter mantenere se stesse ed i propri figli. “Diamo voce al rispetto delle donne” è il forum permanente di discussione ed informazione su questo tema che imprigiona il corpo e l’anima delle vittime di violenza, ricordando sempre che “Chi ci umilia non è un uomo”. A tutti, uomini e donne che siano, un invito a rimuovere dai loro comportamenti e modi di pensare, quanto di discriminatorio possa esserci nei confronti delle donne e dei più deboli in genere, solo abbattendo il muro dell’isolamento sociale si può costruire una società migliore in cui riconoscersi e riconoscere le proprie potenzialità.

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