9 marzo 2010

Ospedale Amandola, Spacca rassicura: investimenti in un’ottica di rete

pubblicato in In Evidenza, Interventi |

DSCN2539AMANDOLA – Il diktat è fare rete conservando le specificità dei singoli territori. Tanto nella sanità quanto negli altri settori. Questo è il succo del discorso del presidente della Regione Gian Mario Spacca, in visita ieri pomeriggio all’ospedale di Amandola. Alle sollecitazioni dell’assessore provinciale Adolfo Marinangeli, del direttore generale della zona territoriale di Ascoli Massimo Del Moro e del sindaco di Amandola Giulio Saccuti il candidato governatore della coalizione di centrosinistra ha risposto assicurando investimenti e il mantenimento in attività del nosocomio. <L’ospedale è una parte essenziale per tutta la comunità montana e per tutti coloro che decidono di rimanere a vivere nelle nostre terre – ha ricordato Marinangeli – speriamo che ne rimanga uno dei fiori all’occhiello>. <L’importanza della struttura per il territorio è evidente anche dalla presenza oggi di quasi tutti gli amministratori della Comunità montana – ha fatto notare il sindaco Saccuti – auspico che l’ospedale resti autonomo rispetto agli sviluppi delle divisioni territoriali tra Ascoli e Fermo. L’ospedale deve essere di tutti i comuni del comprensorio, siano essi delle province di Macerata, di Fermo o di Ascoli. Alla Regione chiediamo solo di aiutare la struttura a restare quello che è, ovvero un punto di riferimento per tutta la zona>. <Da cittadino proveniente da queste terre credo molto in questo centro ospedaliero – ha aggiunto Del Moro – stiamo per inaugurare la nuova Rsa, mancano solo gli ultimi dettagli, un servizio importante per la comunità. Pochi giorni fa abbiamo ricevuto un finanziamento di 1,1 mln per l’adeguamento antincendio della struttura. Inoltre verrà spostata la dialisi con un impegno di 600 mila euro. Esempi di un impegno tangibile a favore di questa struttura. Al presidente chiedo tre cose. In primis c’è un problema di organizzazione e gestione di servizi, che vanno calibrati sul territorio in maniera specifica. In secondo luogo è necessario un ampliamento del personale, assolutamente inadeguato alle esigenze. Infine serve un miglioramento tecnologico delle apparecchiature, cercando ovviamente di fare economia. Da qui si deve partire per confrontarci per il bene del territorio>.

LA SANITA’ MARCHIGIANA SECONDO SPACCA - <Nella sanità abbiamo vissuto un periodo drammatico, di pessima gestione delle risorse e scarsa capacità di programmazione, che ci ha portato nel 2004 ad avere un debito di 150 milioni di euro – ha spiegato Spacca – siamo stati sull’orlo del commissariamento. Ma abbiamo deciso di “tirare la cinghia” chiedendo ai singoli operatori di fare economia senza perdere in qualità. Ciò ci ha permesso di sanare i conti e tornare addirittura al pareggio di bilancio nel 2007, cosa che ora ci permette di avere spazi di manovra per investimenti e adeguamenti necessari, avendo 560 mln di euro disponibili dei quali molti già investiti. Ad oggi la sanità marchigiana è tra le migliori in Italia. Il nostro modello di sanità diffusa, quello in cui crediamo, non deve essere un modello competitivo ma di integrazione tra le diverse specificità di territori limitrofi. Noi dobbiamo mettere tutti gli operatori sanitari locali nelle condizioni di operare bene in rete. Partendo da un grande investimento tecnologico, che porterà, nel 2012, a coprire tutta la Regione con la linea Adsl a 20 Mega. Ciò significherà maggiore velocità di collegamento tra tutti, cittadini, operatori e amministratori. Amandola in questo discorso si inserisce come uno dei nodi di questa rete. Peraltro ora che Novafeltria non fa più parte della Regione, ed essendo quell’ospedale una delle eccezioni, insieme proprio ad Amandola vista la sua mancanza dei requisiti posti dal Ministero, ora molti più fondi potranno essere convogliati su questo ospedale. Serve solo una adeguata programmazione, visto che i fondi ora non mancano>.

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