Con…Francesco Giacinti

giacintiFotovoltaico, risposte alla crisi e smaltimento rifiuti: questi i temi caldi sui quali il sindaco di Monte Urano Francesco Giacinti e i suoi collaboratori stanno lavorando più alacremente.

 

Sindaco, lei si è speso molto durante la scorsa campagna elettorale sul tema della creazione di un impianto fotovoltaico al fine di abbattere emissioni e spese economiche. A che punto ci troviamo?

L’impianto fotovoltaico è stato il nostro cavallo di battaglia in fase di campagna elettorale, ora stiamo lavorando per approntare il bando di gara che servirà a decidere chi realizzerà tale impianto. Sarà fondamentale terminare i lavori entro la fine del 2010 per poter usufruire di quegli sgravi fiscali che al momento rendono vantaggiosa l’operazione.

E’ convinto che si riuscirà a restare nei tempi previsti?

Credo di sì. Se si riuscirà, come probabile, ad indire il bando tra i primi di dicembre e la fine dell’anno, se tra febbraio e marzo si conoscerà il nome della ditta che si occuperà dei lavori, ipotizzando una durata dei lavori di 3-4 mesi dovremmo esserci con i tempi. Speriamo, perché dirlo è un conto, poi in pratica la realtà dei fatti è spesso differente.

Cambiamo argomento. Come si sta muovendo il Comune in fatto di risposte alla crisi economica sul territorio?

Ci stiamo muovendo in un’ottica di progettazione, aspettando il bando regionale dei fondi per la crisi, che dovrebbe uscire a settimane, cui pensiamo di attingere. Stiamo mettendo a punto, in collaborazione col professor Gregori dell’Università Politecnica delle Marche, il progetto delle Reti d’impresa, progetto di aggregazione delle imprese al fine penetrare in nuovi mercati, sostenere la produzione e via discorrendo. Un progetto ambizioso, che non si potrà realizzare in un batter d’occhio, ma che stiamo sviluppando con pazienza.

E’ notizia di qualche giorno fa il fatto che nella provincia di Fermo l’unico comune a mantenersi sopra la soglia di accettabilità del 45% di rifiuti riciclati è Porto Sant’Elpidio. Monte Urano, pur essendo uno dei migliori nella provincia, è distanziato di oltre il 20% dal 64% fatto registrare dal comune rivierasco. Come commenta questi dati?

Noi siamo abbastanza vicini (non è proprio così, ndr) ma abbiamo puntato su un sistema diverso dal porta a porta, un sistema intermedio basato sulla raccolta di prossimità, ma stiamo valutando sulla possibilità di fare qualche cambiamento. Quello che è certo è che mi piacerebbe migliorare sensibilmente il nostro dato, e lo si potrebbe fare anche con il sistema che abbiamo oggi ma il problema è che così facendo molte persone si disinteressano alla raccolta differenziata.

Il problema è probabilmente culturale più che pratico, onde per cui a Poto sant’Elpidio si è magari deciso di imporre un sistema per creare una cultura del riciclo. Potrebbe essere questa la strada da intraprendere.

In realtà la differenza tra il porta a porta e il nostro sistema è minima nello spirito, nella filosofia. Credo che chi fa la raccolta differenziata la fa totalmente, e chi non la fa non la fa per niente. Il problema è creare nelle persone la sensibilità verso questa tematica, anche se in certi casi l’imposizione si rende necessaria.

Riproduzione Riservata